Sentier des douaniers (2/4): Villefranche - Saint-Jean-Cap-Ferrat - Beaulieu sur mer
Accesso
Oltre all'automobile, sono utilizzabili sia il treno (fermata di Villefranche e successivo accesso alla vicina spiaggia) che l'autobus (n.15 da Nizza o la linea Mentone-Nizza-Mentone). In entrambi i casi la fermata più comoda è "Pont-Saint-Jean".
Introduzione
seconda parte del Sentier des douaniers: effettua il periplo della penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat da Villefranche fino al Beaulieu
Descrizione
Per chi arriva dalla stazione o dal parcheggio a pagamento della spiaggia di Villefranche, bisogna salire la scalinata lungo il muraglione della ferrovia in direzione ovest. Seguire la stradina che costeggia le recinzioni di lussuose residenze. Una di queste (foto2) si chiama Nellcote ed è stata costruita dal sig. Goldenberg, un americano sopravissuto al naufragio del Titanic. La villa ha cambiato più volte proprietari, ma è famosa perché nel 1971 è stata abitata per 8 mesi dal chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards e dalla sua famiglia (in fuga dal fisco inglese). In quei mesi si è fatto raggiungere dagli altri componenti della band e da tutto un apparato tecnico per registrare (rubando l'elettricità alla vicina ferrovia). Ne è uscito un LP capolavoro: Exile on main street.
Proseguendo poco oltre si arriva al cosiddetto Pont-Saint-Jean, dove si incrociano più strade: la "corniche" che segue tutta la costa, quella per il paese di Saint-Jean-Cap-Ferrat e quella che scende a Beaulieu. Noi dobbiamo seguire in discesa l'Avenue de Grasseuil. Un sentierino sulla destra porterebbe a bordo mare, ma poi il passaggio diventa privato, quindi conviene restare sulla strada asfaltata. Dopo 700m si vedono i tetti verdi turchese della Villa Baia dei Fiori ed a seguire Villa Ibéria, un tempo proprietà di Ranieri III di Monaco e teatro dei suoi incontri amorosi antecedenti all'era Grace Kelly. La villa ha un attracco privato ed ora è di proprietà di una famiglia aristocratica italiana.
La nostra passeggiata prosegue in direzione di villa Ephrussi (il gioiello dell'intera penisola) e, raggiunto il bivio corrispondente, si piega invece a destra in discesa, in cerca della Plage de Passable, che è posta nelle vicinanze di due altre proprietà "storiche": la Radiana e la Joya, originariamente del re del Belgio Leopoldo II, tanto appassionato della zona, quanto della signorina Blanche, all'epoca diciassettenne... A seguire nella lista dei fortunati proprietari, anche la famiglia Marnier, liquoristi e inventori del Grand Marnier, tuttora in commercio, anche se ormai sotto la bandiera di una multinazionale.
Finalmente finisce la parte inurbata e si giunge alla spiaggia (foto 3 e 4). Si passa tra l'acqua e le prime sdraio dei bagni-ristorante in direzione sud. Negli anni 50 su queste sdraio e tra i tavolini del bar si potevano vedere le varie celebrità che hanno creato il mito della Costa Azzurra: attori, attrici, cantanti, sportivi e politici.
Si ritorna sull'asfalto, ma per poco: un sentierino scende verso il mare. (foto 5) Dei cartelli lo indicano come pericoloso in caso di vento e mareggiate. In realtà il percorso si snoda ad almeno 10m al di sopra del pelo dell'acqua, quindi, a meno che non ci siano condizioni davvero proibitive, il rischio di venire travolti è piuttosto remoto. (foto 6)
Il percorso segue la costa per un paio di chilometri, ed è costellato da scale e passaggi che scendono al mare, delizia degli amanti dell'abbronzatura e dei buoni nuotatori. (foto 7)
Dopo un'oretta di cammino globale saremo in prossimità del faro (foto 8). Qui un bivio offre la possibilità di risalire alla torre e poi al paese, ma soprattutto vi è una fontana d'acqua potabile (foto 9) posta dall'associazione COEXIST, che opera per la pace e la conciliazione tra le differenti religioni.
A monte del sentiero, dopo il faro, riprende il festival delle ville sontuose e degli hotel di lusso, ma anche il nostro percorso, che resta a bordo mare, non ne è esente. Dopo i resti di una casamatta risalente al 1913 che ospitava un potente proiettore per illuminare la rada (foto 10), il paesaggio diventa parzialmente lunare (foto 11) ma tutt'altro che deserto: il verde sovrastante è punteggiato dai lussuosi gazebi del Grand-Hotel du Cap-Ferrat A Four Season Hotel (foto 12), di categoria "palace" e probabilmente detentore della più grande piscina tra gli alberghi della costa.
Poco dopo sarà possibile ammirare una villa-capolavoro del celebre archistar Norman Foster (foto 13), quello del grattacielo londoniano a forma di obice, del viadotto di Millau e, più in zona, dello Yacht club di Monaco. Si tratta di una villa su sette livelli, con la piscina sul tetto, ed un meccanismo di vele triangolari che seguendo gli archi di acciaio, ombreggiano le varie parti della costruzione a seconda delle esigenze.
Il sentiero prosegue e poco dopo svolta a sinistra in direzione nord. All'altezza di una casa abusiva coperta di tag (foto 14) avremo percorso già 6 chilometri. Poi il sentiero a poco a poco diventa un viale alberato privato, stretto tra prestigiose residenze. Piegando verso destra si aggirano le due spiaggie delle Fosses e delle Fossettes (foto 15 e 16) per giungere quindi ai giardini pubblici che precedono l'ultimo tratto di sentiero selvaggio (Km percorsi 7,1) (foto 17). I due chilometri successivi, contrariamente ai precedenti, sono talvolta a pelo d'acqua, quindi sono da valutare bene sia la qualità delle nostre calzature, sia le condizioni di vento e onde. Erano anche una delle passeggiate preferite del filosofo tedesco Friederich Nietzsche, arricchite da abbondanti libagioni di vino locale.
Dopo circa un chilometro e dopo aver passato un'opera d'arte cubista in bronzo, che è posta lungo il muro di cinta dell'invisibile villa Brasilia, costruita da un'altra archistar: Oscar Niemeyer, si incontra un bivio in salita che porta alla chiesa di Saint-Hospice. E' una deviazione che merita lo sforzo: in cima alla collinetta troveremo un'antica torre di guardia (ora privata)(foto 18), una chiesetta in onore del santo martire Saint-Honorat (foto 19), una enorme statua ex voto che doveva essere posta sopra la torre di guardia (foto 20) e un cimitero militare blega della prima guerra mondiale (foto 21). La statua appare sgraziata perché era stata pensata per essere vista da lontano, con un diverso effetto prospettico.
Tornati a bordo mare, si continua verso sinistra, dove un cartello ci segnala che siamo di fronte ad un sauntuario marino, quello di Pelago, condiviso da Italia, Francia e Principato di Monaco. Poco dopo si tornerà a camminare in direzione nord-ovest, verso il paese di Saint-Jean-Cap-Ferrat. E' il tratto di sentiero più vicino al mare e possibilmente scivoloso e colpito dalle onde. (foto 22). La parte "naturale" si conclude alla spiaggia La Paloma (foto 23) che si percorre per tutta la lunghezza, fino a raggiungere una scala che ci porta, svoltando verso destra, verso il paese ed il suo porto turistico (foto 24). Uniche curiosità di questo tratto: un portone stile fortezza (foto 25) che è quanto resta della villa fatta costruire dal sig. Singer, erede dell'inventore delle macchine da cucire e un monumento al primo ministro inglese Churchill, che veniva qui in vacanza per dipingere (foto 26 e 27).
Superato il porto, si prende una decina di metri di quota e si attacca una passeggiata larga e pianeggianete che ci porterà a Beaulieu (foto 28). In questo tratto segnaliamo la Villa Fleur du Cap (foto 29), originariamente denominata Lo Scoglietto, che ha avuto tra i suoi proprietari l'attore David Niven e dove nel 1963-64 sono state girate delle scene dei film della Pantera Rosa a cui ha partecipato il famoso attore britannico.
Uno sguardo alla Baie des Fourmis ci permette di vederne il lato opposto, chiuso dalla celeberrima Villa Kerylos (foto 30), l'altro "must" della zona: una villa datata 1902-08 che vuole riprodurre l'archittettura di una villa patrizia del I secolo d.c.
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