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Osservatorio astronomico "Fondazione Clement Fillietroz"

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Ultima visita: 17/02/2026

Introduzione

Nel cuore del vallone di Saint-Barthélemy, nel territorio comunale di Nus, a circa 1.675 metri di quota, l’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy rappresenta uno dei presìdi scientifici più significativi dell’arco alpino occidentale. Inserito in un ambiente di alta montagna ancora integro, lontano dai principali centri urbani e protetto da un naturale isolamento luminoso, l’osservatorio si colloca in una conca ampia e luminosa durante il giorno, che al calare della sera si trasforma in uno dei cieli più limpidi della Valle d’Aosta. Lignan, piccola frazione alpina dalle architetture rurali tradizionali, diventa così il punto di incontro tra paesaggio, ricerca e divulgazione, in un equilibrio raro tra natura e scienza.

Descrizione

La struttura nasce negli anni Novanta per iniziativa della Regione autonoma Valle d’Aosta con l’obiettivo di dotare il territorio di un centro dedicato alla ricerca astrofisica e alla diffusione della cultura scientifica. Intitolato alla memoria di Clément Fillietroz, appassionato divulgatore valdostano prematuramente scomparso, l’osservatorio ha assunto fin dall’inizio una duplice vocazione: da un lato la ricerca professionale, dall’altro l’educazione e la sensibilizzazione del pubblico, in particolare delle scuole. In un contesto regionale storicamente legato alla montagna e all’osservazione del cielo come elemento identitario – basti pensare all’importanza dell’orientamento stellare nella cultura alpina – l’istituzione dell’osservatorio ha consolidato un nuovo simbolo culturale per la comunità valdostana.
Dal punto di vista architettonico, il complesso si integra con discrezione nel paesaggio circostante. Le volumetrie compatte, i rivestimenti sobri e la scelta di collocare le cupole osservative in posizione dominante ma non invasiva testimoniano un’attenzione progettuale rivolta alla sostenibilità ambientale e all’impatto visivo. L’elemento più riconoscibile è la cupola che ospita il telescopio principale, un riflettore da 81 centimetri di diametro, strumento di livello professionale impiegato in campagne di ricerca su stelle variabili, esopianeti, asteroidi e fenomeni transienti. Accanto all’area scientifica si sviluppa il planetario digitale, dotato di cupola immersiva, che consente una narrazione multimediale del cosmo e rappresenta uno degli strumenti divulgativi più efficaci dell’intera regione. La compresenza di laboratorio, sala conferenze e terrazza osservativa per il pubblico rende il complesso un vero e proprio centro culturale dedicato all’astronomia.
Nel corso degli anni l’osservatorio ha partecipato a programmi di ricerca nazionali e internazionali, contribuendo a campagne di monitoraggio e a studi fotometrici di precisione. La sua posizione, caratterizzata da basso inquinamento luminoso e da buone condizioni di trasparenza atmosferica, ne fa uno dei siti più idonei dell’arco alpino per l’osservazione astronomica amatoriale e professionale. Parallelamente, l’attività divulgativa ha assunto un ruolo centrale: serate pubbliche di osservazione, cicli di conferenze, laboratori per studenti e corsi di introduzione all’astronomia scandiscono il calendario annuale, con un’attenzione particolare alla dimensione esperienziale. L’osservazione diretta degli astri, guidata da operatori specializzati, restituisce al visitatore quella percezione del cielo stellato che nei contesti urbani è ormai quasi scomparsa.
Attorno all’osservatorio si è sviluppata nel tempo una narrazione identitaria che lega la montagna al cielo. Le notti terse di Saint-Barthélemy sono divenute parte dell’immaginario locale e non mancano racconti popolari che attribuiscono alle stelle un ruolo di guida e protezione per chi percorre i sentieri d’alta quota. In questo senso, l’osservatorio non è soltanto un luogo di scienza, ma anche uno spazio di riappropriazione culturale del paesaggio notturno, elemento fragile e sempre più raro.
La fruizione è organizzata su prenotazione, con calendario differenziato tra stagione estiva e invernale; le attività comprendono visite guidate, proiezioni al planetario e osservazioni al telescopio, compatibilmente con le condizioni meteorologiche. La località è raggiungibile in automobile da Nus risalendo la strada regionale per Saint-Barthélemy; durante l’inverno la percorribilità può dipendere dall’innevamento, mentre in estate la visita può essere inserita in itinerari escursionistici verso la conca di Porliod o lungo i sentieri panoramici del vallone. Nei pressi dell’osservatorio sono disponibili aree di sosta e punti di partenza per percorsi a piedi, che consentono di abbinare l’esperienza scientifica a quella naturalistica.
In un territorio noto soprattutto per le sue vette, i castelli e i percorsi alpini, l’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy introduce una dimensione complementare e verticale: quella dello sguardo rivolto oltre l’orizzonte montano. È un presidio culturale che amplia il concetto stesso di patrimonio, includendo il cielo notturno tra i beni da conoscere e tutelare, e che restituisce alla montagna valdostana una nuova centralità nel dialogo tra uomo e universo.