Geodeta e cartografo britannico, Surveyor General of India dal 1830 al 1843.
Dati anagrafici
nome: Sir George Everest
nascita: 4 luglio 1790 - luogo non accertato (Greenwich o Gwernvale, presso Crickhowell)
morte: 1° dicembre 1866 - Londra
nazionalità: britannica
professione: geodeta, cartografo e ufficiale al servizio della Compagnia delle Indie Orientali
affiliazione: Royal Society (dal 1827), Royal Asiatic Society, Royal Geographical Society
Biografia
George Everest nasce il 4 luglio 1790. Il luogo non è accertato: l'Oxford Dictionary of National Biography indica Greenwich, allora nel Kent, mentre la Welsh Academy Encyclopaedia of Wales indica Crickhowell, nel Brecknockshire, dove il padre William Tristram Everest, legale, possedeva la tenuta di Gwernvale. Il certificato di battesimo, celebrato a St Alfege, a Greenwich, il 27 gennaio 1791, riporta la data di nascita ma non il luogo. Studia al Royal Military College di Marlow e per un anno alla Royal Military Academy di Woolwich. Nel 1806, prima di aver raggiunto i sedici anni richiesti, entra come cadetto nella Compagnia delle Indie Orientali e nello stesso anno parte per l'India con il grado di sottotenente nell'artiglieria del Bengala.
Dopo un incarico a Giava, affidatogli intorno al 1814 da Stamford Raffles, e dopo i lavori sui fiumi del Bengala e su una linea di semafori tra Calcutta e Benares, nel 1818 raggiunge a Hyderabad William Lambton, direttore del Great Trigonometrical Survey, e ne diventa l'assistente principale. Nel 1820 contrae la malaria e si ristabilisce a Capo di Buona Speranza, quindi torna in India nel 1821. Alla morte di Lambton, nel 1823, gli succede come sovrintendente del Survey. Nel 1825 una crisi di febbre e reumatismi lo lascia in parte paralizzato e lo riporta in Inghilterra, dove resta cinque anni: nel marzo 1827 è eletto Fellow della Royal Society, chiede alla Compagnia strumenti progettati da lui e ottiene il prolungamento dell'arco di meridiano verso l'Himalaya.
Nel giugno 1830 torna in India e viene nominato anche Surveyor General of India. Durante la sua direzione il Survey adotta gli strumenti di rilevamento più precisi disponibili all'epoca. L'arco di meridiano da Capo Comorin al confine settentrionale dell'India britannica, lungo circa 2.400km, è stato avviato nel 1806 e viene completato nel 1841 sotto la supervisione di Andrew Scott Waugh. Il lavoro sul campo è segnato dalle malattie: nel 1835 una malaria lo costringe a letto per sei mesi, e uno studio medico-storico pubblicato sull'Indian Journal of History of Science ipotizza, sulla base delle fonti d'archivio, una combinazione di malaria, tifo, epatite e Kyasanur Forest Disease, aggravata da un'intossicazione cronica da mercurio, prescritto in dosi elevate come cura. Sono diagnosi retrospettive, non attestate dalle fonti coeve. Gli anni da Surveyor General sono occupati anche da compiti amministrativi e dalle critiche provenienti da Londra: nel 1837, dopo un nuovo attacco di malattia di Everest, la Compagnia designa in via provvisoria come successore Thomas Jervis, che poi tiene alla Royal Society una serie di conferenze sui limiti dei metodi di Everest. Everest risponde con lettere aperte al presidente della società, il duca di Sussex, e ottiene che gli succeda Waugh. Si dimette nel novembre 1842, la commissione è revocata nel dicembre 1843 e rientra in Inghilterra. Nel 1846 sposa a Londra Emma Wing, di 23 anni; hanno sei figli, due dei quali muoiono nell'infanzia. Nel 1847 la Royal Astronomical Society gli assegna la propria medaglia; è poi eletto membro della Royal Asiatic Society e della Royal Geographical Society, nel 1854 è promosso colonnello e nel 1861 è creato Knight Bachelor.
Everest non vede mai la montagna che porta il suo nome e non ne determina l'altezza. Waugh esegue le prime osservazioni formali del Peak XV, designato in origine come Peak B, e Radhanath Sikdar, matematico del Survey, ne calcola la quota; il ruolo preciso di Sikdar nell'identificazione è oggetto di discussione. Secondo il resoconto più diffuso, i suoi calcoli indicano la vetta come la più alta già nel 1852, ma l'annuncio avviene nel 1856, dopo ripetute verifiche. Nel marzo 1856 Waugh scrive alla Royal Geographical Society e propone di intitolare la vetta a Everest, perché non ne conosce un nome locale: esistevano in realtà denominazioni tibetane e nepalesi, ma l'accesso a quei territori era precluso ai britannici. Everest si oppone nel 1857: il suo cognome, sostiene, non può essere scritto in hindi né pronunciato in India. Il dibattito prosegue per quasi un decennio, con proposte alternative come Deva-dhunga, di Brian Houghton Hodgson, e Gaurisankar, di Hermann Schlagintweit, e nel 1865 la Royal Geographical Society adotta ufficialmente il nome Mount Everest.
Muore a Londra il 1° dicembre 1866 e viene sepolto l'8 dicembre presso la St Andrew's Old Church a Hove, vicino a Brighton, nella stessa tomba di due figli morti nell'infanzia. Le fonti locali non indicano un legame della famiglia con Hove né il motivo della scelta.
Luoghi e intitolazioni
vetta Everest (8.849m) - Himalaya, confine tra Nepal e Cina - nome adottato nel 1865 per il Peak XV
casa e laboratorio Sir George Everest's House and Laboratory (Park Estate) - Mussoorie, Uttarakhand, India - costruita nel 1832, abitata da Everest per circa undici anni, aperta come museo nel dicembre 2021 dopo il restauro
Opere
An Account of the Measurement of Two Sections of the Meridional Arc of India, 1847
Bibliografia
In veste di scrittore
nessuno studio dedicato alla produzione scritta reperito
In veste di citazione importante
James R. Smith, Sir George Everest, F.R.S. (1790-1866), Notes and Records of the Royal Society of London, 1992
James R. Smith, Everest: The Man and the Mountain, Caithness, Whittles Publishing, 1999
John Keay, The Great Arc, Londra, HarperCollins, 2001
S. Mishra e B. Trikamji, The medical maladies of Sir George Everest during the Great Trigonometric Survey of India, Indian Journal of History of Science, vol. 49, n. 1